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ITaliens | junge Kunst in der Botschaft. Deborah Ligorio und Carola Spadoni. Video

Data:

28/04/2010


ITaliens | junge Kunst in der Botschaft. Deborah Ligorio und Carola Spadoni. Video

Inaugurazione nella sala mestre di pianterreno dell'Istituto Italiano di Cultura. A cura di Alessandra Pace und Marina Sorbello

Nell'ambito del progetto ITaliens | junge Kunst in der Botschaft, realizzato da Alessandra Pace e Marina Sorbello, le artiste Deborah Ligorio e Carola Spadoni presentano una scelta delle proprie opere video nello spazio espositivo al piano terra della nosta sede. DEBORAH LIGORIO (Brindisi, 1972) ha studiato alle Accademie di Belle Arti di Bologna e Milano e all'Université Paris VIII di Parigi. Ha tenuto mostre personali e collettive in numerosi spazi, tra cui il Kunstverein Arnsberg, 2010; PAC, Milano, 2010; Hangar Bicocca, Milano, 2009; Manifesta 7, Rovereto, 2008; Sharjah Biennial 8, 2007; Ambient Tour, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2007; Schindler House, Los Angeles, 2004; DeAppel Filmmuseum, Amsterdam 2002. Vive a Berlino ed é rappresentata da Francesca Minini, Milano e Sommer & Kohl, Berlino.Opere presentate:Il Sonno2007, video, 6'45?, stereoUna sorvolata del Vesuvio. Mentre il sonoro si sintonizza a singhiozzo su diverse stazioni radio, mescolando estratti da archivi cinematografici a tracce psicadeliche, le immagini rivelano, al centro delle limitrofi costruzioni abusive, la mastodontica presenza del vulcano.Flussi2007, video, 10', stereoUn giro attorno all'isola di Lampione nel mezzo del Mediterraneo. L'immagine in movimento dà quasi il mal di mare, come se si stesse guardando in un mirino, l'isola resta al centro dell'immagine mentre la camera subisce il su e giù delle onde. La voce fuori campo, tra considerazioni su flussi migratori, flussi di pensiero, flussi d'informazione e convivenza, è quella di un osservatore disorientato. ____________________________________________________________________________________ CAROLA SPADONI, artista e film maker, vive a Berlino. Nata a Roma nel 1969, si è formata a New York, dove ha studiato e vissuto negli anni novanta. Ha esposto alla 50° Biennale d’Arte di Venezia, al Mart di Trento e Rovereto, al Sesc Paulista a San Paolo, allo Hangar Bicocca a Milano. Suoi film e video sono stati selezionati in festival del cinema e rassegne internazionali, tra i quali l’International Forum of New Cinema della 52° Berlinale. Opere presentate: Outpost, 1993-2009 Super 8 Kodachrome, 5min. 5sec., muto, dimensioni variabili Il lavoro richiama documentari antropologici d’epoca, filmini super8 amatoriali, potrebbe essere del found footage. Si tratta di materiale d’archivio personale vissuto e mentale, di un viaggio in Arizona nel 1993 dove l’immaginario cinematografico e letterario di confine si specchia nel paesaggio reale. Per la tecnica di ripresa usata, passo uno, ogni fotogramma è unico. La pellicola usata, Super 8 Kodachrome, è ormai in disuso e non viene più prodotta. The Sudden, 2009 Digital video+Super8, 3min. 57sec., stereo, dimensioni variabili   The Sudden nasce da una deriva fallimentare nel rendere omaggio a ‘Theme Song’ di Vito Acconci. Il materiale girato non aveva però l’effetto desiderato. Mantenendo la stessa inquadratura, senza pianificazione a priori, ho lasciato accadere dei movimenti sviluppati in una bizzarra azione performativa, accompagnata da effetti sonori in presa diretta. L’animazione a passo uno di collanine e pezzi di stoffa, girata in Super 8 e video, irrompe nell’azione performativa fino ad esplodere. ossi d’eco/echo’s bones, 2007 canale singolo, Dv, 6min.13sec., stereo+subwoofer, dimensioni variabili Un tragitto fatto di pietra e sole, vento, vertigini e la familiare inquietudine di spazi e luce propri di un territorio del sud d’Italia. Una suspence allucinatoria e netta, filmata in soggettiva. Un’installazione video davanti alla quale lo spettatore si trova immediatamente immerso in un territorio disorientante. L’azione è ridotta al movimento della videocamera che, attraversando orizzonti di pietra e cielo nella luce di un mezzogiorno mediterraneo, il cretto di Gibellina, e accerchiando un edificio abbandonato e serrato, segna una traiettoria atipica.

Informazioni

Data: Mer 28 Apr 2010


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